Sächsische Staatskapelle Dresden
07-09-2026
Sarà un avvio scoppiettante quello de “Il Settembre dell’Accademia 2026” al Teatro Filarmonico di Verona.
Il Maestro Daniele Gatti, tra i direttori d’orchestra più acclamati, torna attesissimo nella città scaligera dopo il successo di due anni fa, alla guida della storica e monumentale Sächsische Staatskapelle Dresden di cui sarà Direttore Principale fino al 2030 per scelta degli stessi orchestrali con due concerti in due serate successive l’8 e il 9 settembre.
Verona sarà così l’unica città, nell’ambito della tournée in Europa della Staatskapele, in cui verranno eseguiti entrambi i programmi messi in calendario in questo periodo.
Un’occasione davvero rara e fortemente voluta dal Presidente dell’Accademia Filarmonica Luigi Tuppini, che darà modo di godere della qualità eccelsa della compagine tedesca fondata nel 1548 da Moritz, Elettore di Sassonia, e dell’interpretazione che Gatti da quest’anno anche Direttore Musicale del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino saprà imprimere a composizioni e autori che da sempre lo stimolano, oggetto di studio e di ricerca continui.
Il concerto dell’8 settembre sarà infatti dedicato alla Sinfonia n. 6 in la minore (GMV 46), che lo stesso Mahler definì Tragica: un’esecuzione che s’inserisce nel Ciclo completo delle sinfonie del compositore austriaco, affrontato per la prima volta nella sua storia della Staatskapelle Dresden, proprio su iniziativa del Direttore milanese.
Il legame tra Daniele Gatti e la musica di Gustav Mahler costituisce uno dei sodalizi interpretativi più acclamati e profondi della musica sinfonica contemporanea e quella al Teatro Filarmonico di Verona sarà la prima esecuzione in Italia della Sinfonia n. 6 da parte del prestigioso ensemble sassone nell’ambito di questo progetto.
Il 9 settembre invece, con l’eccezionale presenza di Beatrice Rana al pianoforte, in programma ci saranno invece Ludwing van Beethoven con l’Ouverture dell’Egmot e il Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore n. 4 e Johannes Brahms con la Sinfonia n. 2 in re maggiore.
In pratica le due serate saranno un concentrato sia pure in ordine inverso dell’evoluzione del sinfonismo tedesco-austriaco tra la fine del Settecento e l'inizio del Novecento, con due composizioni agli antipodi.