Appuntamento da non perdere, soprattutto per la curiosità che suscita la lettura del 43enne Lü Jia, da oltre un anno direttore musicale dell'Arena di Verona: la sua interpretazione del capolavoro verdiano giunge dopo una lunga serie di precedenti esecuzioni veronesi. Prima fra tutte quella storica di Riccardo Muti nel 1980, ma anche quelle di Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Nello Santi e - recentemente – Lorin Maazel.

(Il Giornale di Vicenza)

Lü Jia: un musicista che si sta imponendo all'attenzione internazionale.

(L'Arena, Gianni Villani)

Lü Jia è considerato uno fra i più apprezzati direttori della sua generazione. Uomo dal grande fascino, dall'innato talento e dotato di un gusto eccezionale...

(Il Verona - Il Vicenza, Maria Grazia Tornisiello)

Il teatro è sempre stato il luogo ideale per il Requiem di Verdi. Perché il suo Requiem è probabilmente quanto di più laico – nel senso di umano – si possa trovare nell'infinita serie delle intonazioni della Messa per i defunti, dal gregoriano a oggi.

(L'Arena, Cesare Galla)

Verdi fa ingresso con il suo bagaglio di esperienze teatrali, quasi con l'intento di compiere una ulteriore forzatura su quegli schemi già così provati durante il primo e secondo romanticismo.

(L'Arena, Gianni Villani)

Sul podio c'era Lü Jia, il direttore principale dell'orchestra areniana. Nella sua lettura, evidente la ricerca di un'articolata gamma espressiva, costruita su dinamiche eloquenti nei contrasti, su di una tinta complessiva corposa e scura.

Il coro ha cantato con grande trasporto e apprezzabile compattezza.

(L'Arena, Cesare Galla)

Lü Jia, alla guida dei complessi areniani, accentua il carattere teatrale dell'opera, ricercando sonorità corrusche e accese. Il "Dies irae", corpo centrale della messa verdiana, è esaltato nelle sue vocazioni apocalittiche.

(Il Gazzettino, Mario Merigo)
Pagina Precedente | Pagina Successiva

Rassegna stampa - Pagina principale

Scopri il nuovo "Settembre"