Grande l'attesa degli spettatori veronesi, che hanno già dimostrato di apprezzare le letture anticonformistiche e innovative che Harding fa delle partiture.

(Corriere di Verona, Anna Maria Girelli Consolaro)

La nota rivista di musica classica Strad lo ha definito "il legittimo erede della tradizione belga di Ysaye e Grumiaux che fu il suo mentore": è il violinista Augustin Dumay.

La Mahler Chamber Orchestra festeggia quest'anno il suo decennale di attività. Composta da una cinquantina di elementi, riunisce musicisti provenienti da tutto il mondo, scelti tra i migliori elementi a livello internazionale.

(L'Arena, Gianni Villani)

...la Mahler, un'orchestra che ha la capacità di mantenere l'equilibrio in qualsiasi contesto grazie al virtuosismo dei suoi componenti, e senza mai perdere la specificità di colore "dettata" dal direttore. Nata appena dieci anni fa, è già nell'aristocrazia musicale europea.

Harding dirige senza bacchetta. Il suo gesto appare elegante, rotondo, equilibrato, in certo modo sempre "teatrale", allo stesso tempo profondamente dentro e davanti alla musica – come conviene all'interprete autentico – ma anche brillantemente descrittivo ed esteriore, secondo le regole di una comunicatività non solo musicale.

Il bel Concerto di Viotti ha avuto come solista il belga Augustin Dumay, interprete di ben individuata cifra stilistica, dal suono preciso, protagonista di un'esecuzione molto sorvegliata ed equilibrata.

(L'Arena, Cesare Galla)

Il violinista Augustin Dumay ne coglieva la sensibilità già romantica, volta più all'espressività sentimentale che al virtuosismo.

(La Cronoca di Mantova)

Grande successo, bis solo da parte di Harding con i neoclassici panneggi dell'Ouverture dalla "Clemenza di Tito" mozartiana.

(L'Arena, Cesare Galla)
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