Concerto straordinario.

Artista affascinante ed estroverso, dotato di grandi risorse, si dedica ad un repertorio vastissimo distinguendosi per uno stile ricco di fuoco e di vitalità.

(L'Arena, Gianni Villani)

Il pezzo di Schoenberg "Verklaerte Nacht" era il contesto ideale per la grande qualità degli archi della Filarmonica di Israele che hanno un colore antico, calibratissimo e preciso, sontuosamente omogeneo.

Una serata che ha visto Zubin Mehta affermare con superba misura la sua cifra interpretativa di grande classico, di erede del suono e del pensiero della tradizione germanica assorbita attraverso la sua formazione viennese e temprato con il tocco personale di un'energia e di una nitidezza d'approccio ancora eloquenti.

(L'Arena, Cesare Galla)

Un Beethoven olimpico, quello proposto da Mehta, che ti fa dire "ecco come va suonato Beethoven!".

(Cronaca di Mantova, Roberto Chittolina)

Doppio bis: l'ouverture delle "Nozze di Figaro" mozartiane e una scatenata pagina straussiana.

(L'Arena, Cesare Galla)

Commosso e commovente addio a Luciano Pavarotti di Zubin Mehta, seguito da lunghissimo applauso.

(Cronaca di Mantova, Roberto Chittolina)

Nel giorno dell'ultimo saluto a Pavarotti, Zubin Mehta ha voluto dedicargli il concerto che ha diretto al Teatro Filarmonico, secondo del Settembre dell'Accademia, alla testa dell'Orchestra Filarmonica di Israele. Un cenno alle sue qualità artistiche ma soprattutto parole sentite, dalle quali è uscita vivida l'enorme qualità umana del personaggio, tutta la sua generosità. "Ti dedico lo stesso questo concerto e stai sicuro: in Schoenberg, a ogni battuta io penserò a te".

(L'Arena, Cesare Galla)


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