

Per una straordinaria apertura del tradizionale appuntamento con la rassegna curata dall'Accademia Filarmonica di Verona.
(Corriere di Verona)
Si definisce un "reazionario" sul podio. Risoluto e flemmatico, contrario ad impugnare la bacchetta e determinato a sostituirla con il gesto perentorio della mano, Temirkanov è il primo grande direttore di fama internazionale a presentarsi nella nuova rassegna sinfonica.
Sotto la sua direzione la Filarmonica di San Pietroburgo – la più antica orchestra russa essendo nata nel 1882 – è diventata la prima e più importante istituzione musicale del Paese.
(L'Arena, Gianni Villani)
Un'interpretazione "autentica", ma per nulla scontata.
Straordinario direttore che come pochi rende evidente nel suo gesto anticonvenzionale il minuzioso, incisivo, meditato controllo di ogni momento dell'interpretazione e di ogni settore dell'orchestra.
Un Ciaikovskij a ciglio asciutto, fremente e potente, grazie a un fraseggio nitidissimo, a una lucida definizione dei piani dinamici.
(L'Arena, Cesare Galla)
Nessun direttore conosce oggi, come Temirkanov, la pulsazione del cuore, il battito tragico, l'euforia e la disperazione di Ciaikovskij. Soprattutto colpisce il vibrante colore del suono, lontano dalla tradizione austrotedesca, inventato insieme dal direttore e dalla sua prodigiosa orchestra.
(Il Gazzettino, Mario Messinis)
Un sontuoso frammento delle Variazioni Enigma di Elgar.