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Le vie del sapere
in ambito accademico



La Rivista: Cadenze


Le Conversazioni


Quale significato può rivestire nell'epoca attuale la possibilità di vivere in seno all'istituzione "Accademia Filarmonica di Verona", ossia muoversi nell'ambito di un sodalizio secolare che sopravvive attorniato da un mondo in costante e rapidissima evoluzione? Rifugiarsi negli stereotipi di concetti troppo spesso inflazionati appare una tendenza allettante, ma non esaustiva per giungere alla comprensione di questa realtà nel suo valore più intrinseco. Del resto, il volgere del tempo, con le imprescindibili categorie di presente, passato e futuro, diviene l'interlocutore primario della riflessione storico-evolutiva che sottende questo microcosmo culturale. La valutazione dell'oggi promuove alfine la costruzione di ciò che rappresenterà in seguito il nostro passato, similmente al modo in cui l'analisi di un evento accaduto può dimensionare il presente, estendendosi alle pendici del futuro. Certamente questa sintesi temporale, cadenzata dalla successione inesorabile e dalla continuità degli avvenimenti sullo sfondo del moto perpetuo proprio alla storia, può essere identificata con il concetto di "tradizione": si evoca, quindi, un'esperienza che vive attraverso il respiro di un passato non deposto, in cui è assente ogni immobilismo cristallizzato. Appartenere al contesto retto dalla coesistenza dei fattori menzionati comporta l'esigenza intrinseca di conoscere, indagare, riflettere. Forse sarebbe plausibile azzardare l'ipotesi di una necessità etica connaturata all'individuo, uno stimolo propositivo che induce alla costante ricerca delle possibili interrelazioni. Curiosamente anche il verbo "ricercare" condivide un dualistico destino sospeso tra volontà conoscitiva e inclinazione musicale: esso appare emblematico per descrivere e rappresentare la poliedrica realtà che l'istituzione veronese contempla al suo interno, ove una primigenia e in seguito determinante vocazione musicale si accosta ad un'altrettanto illustre anima letteraria, entrambe espletate con vitale sensibilità per l'erudizione. Il suddetto termine, infatti, rimanda, nella sua accezione tecnica, a un duplice aspetto conteso tra rigore scientifico e libertà inventiva: in musica, esso descrive una composizione strumentale non rigidamente strutturata che trae ispirazione dal mottetto vocale, pur essendo priva di testo; già nelle prime manifestazioni di questa forma compositiva, appare evidente, da parte dell'autore, il proposito di esplorare, dunque "ricercare" nella loro interezza, le potenzialità sonore di uno strumento oppure le modalità di sviluppo relative a una determinata idea musicale. L'esplorazione del proprio pensiero, ovvero di ciò che può originare una filosofia distintiva, offre la chance di costruire un'identità e un patrimonio preziosi, da custodire e rivitalizzare nel tempo. In questo processo, la riscoperta di sé passa pure attraverso la riflessione dedicata alle alterità con cui avvengono i contatti o si realizzano taluni rapporti. Le linee concettuali perseguite determinano così nuove potenzialità, grazie alle quali il delicato interesse verso i differenti aspetti che compongono l'esperienza artistica induce un progressivo avvicinamento tra le dimensioni interessate, ponendo in luce l'essenza in esse nascosta. L'attenzione si concentra allora su di un particolare dettaglio per approdare infine all'ampliamento del nostro orizzonte. La vita dell'Accademia Filarmonica può essere perciò considerata quale motore ed espressione di un itinerario multiforme nella cultura, nel teatro, nella musica, ove il vero e unico protagonista è l'amore per il bello. Con autentica dedizione all'arte dei suoni.
Benvenuti.

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