Presentazione

Gli strumenti dell'Accademia Filarmonica sono quasi tutti dei decenni centrali del Cinquecento. È da rilevare che essi, oltre al singolo valore, hanno nel loro insieme un'eccezionale importanza storica perché non sono stati raccolti da uno o più collezionisti, ma servirono per fare musica in un ambiente e in un'epoca ben determinati. Senza contare i frammenti non restaurabili e pochi altri strumenti di epoche successive, sono conservati: 5 flauti dolci bassetti, 6 flauti dolci bassi, 2 flauti dolci contrabbassi, 6 flauti traversi (pifari) tenori, 6 flauti traversi bassi, 4 cromorni (esilente, 2 discanti, tenore), 7 cornetti muti, 11 cornetti curvi, 6 corni torti (cornoni), 2 doppioni, 1 tromba, 3 tromboni. Alcuni sono identificabili in diversi inventari già pubblicati, fino a quello del 1628, dal Turrini.

Circa un secolo dopo, la consistenza del patrimonio musicale dell'Accademia Filarmonica (130 esemplari, ivi compresi strumenti ad arco e a corda) risulta da un inventario del 1716. L'ubicazione degli armadi dove gli strumenti erano custoditi (i locali adiacenti alla grande sala, nella quale poi suonò Mozart nel 1770, oggi ancora esistente come ridotto del teatro) spiega perché almeno in parte si salvarono dall'incendio che nella notte del 21-22 gennaio 1749 distrusse il primo Filarmonico diciassette anni dopo che era stato inaugurato.