difficoltà e numerosi ostacoli tecnici, finanziari, amministrativi ed organizzativi. Dopo il Concorso Nazionale per il progetto del nuovo Filarmonico bandito il 20 maggio 1947 (vinto dagli architetti Scalpelli, Sciascia e Ferrante), nel 1956 si optò per la soluzione proposta dal veronese Vittorio Filippini, che, pur tenendo conto delle moderne esigenze funzionali, più si avvicinava allo spirito bibienesco del vecchio Teatro. I lavori, iniziati nel 1961, durarono circa un decennio; anche se la nuova sala dorata si riapre alla fine degli anni Sessanta per ospitare alcuni concerti, la sua restituzione alla naturale destinazione operistica si avrà nel 1975 con Falstaff o sia Le tre burle di Antonio Salieri. Il Filarmonico da circa venticinque anni è stato dato dall'Accademia in uso gratuito al Comune di Verona, che a sua volta lo ha destinato all'attività istituzionale dell' Ente Lirico Arena di Verona, l'attuale Fondazione Arena.

La vocazione musicale dell'Accademia Filarmonica, che non si è mai interrotta nemmeno nei momenti più difficili, trova oggi ampio riscontro nei due impegnativi appuntamenti concertistici del Settembre dell'Accademia, rassegna di grandi orchestre e interpreti internazionali, e de Le Nuove Musiche in Sala Maffeiana dedicate al repertorio rinascimentale e barocco, senza dimenticare numerose altre qualificate iniziative culturali ed editoriali.