Giuseppe Torelli, Giovanni e Ippolito Pindemonte. Se l'attività culturale dell'Accademia in questo secolo fu preminentemente letteraria e scientifica, ebbe però una vigorosa ripresa l'interesse verso la musica, nel cui largo circolo circolo italiano ed europeo la città era entrata attraverso gli spettacoli del Filarmonico. Le giornate veronesi del giovane Mozart tra il 1770 e il 1772 ne diventano il simbolo, che si concretizza proprio in quel decennio con la creazione di un'orchestra stabile col nome di "Orchestra dell'Accademia".
Dopo la fine della Repubblica Veneta, la Filarmonica sopravvisse, grazie al suo Teatro, ai radicali mutamenti causati dalle riforme napoleoniche fino al 1810, quando furono soppresse tutte le istituzioni accademiche per riunirle in un unico "Ateneo" articolato in più sezioni; nel progettato Ateneo veronese, che tuttavia non sarà mai realizzato, all'antichissimo sodalizio era stato riservato un posto nella sezione letterario-scientifica. Nel 1811 i Filarmonici si trasformarono di fatto in società di palchettisti (la denominazione diventa infatti "Società Filarmonica") e in seguito la gestione del Teatro continuerà ad essere la loro attività predominante, assieme alla cura dell'orchestra stabile e alla guida di gran parte della vita musicale veronese, ai cui problemi porranno sempre particolare attenzione.
La nuova, dolorosissima perdita del Teatro dopo il bombardamento del 23 febbraio 1945 troverà come duecento anni prima energie e menti capaci di volere ed impostare in termini concreti la ricostruzione, nonostante evidenti