Giuseppe Smith per finire poi nelle collezioni reali a Windsor Castle. Altre stanze servivano per la libreria, per gli strumenti musicali, per le riunioni societarie e mondane.
All'inizio del Settecento, quando una lenta e inesorabile crisi stava ormai minando l'istituzione, arrivò la spinta decisiva del grande erudito Scipione Maffei, energico suscitatore di nuove energie intellettuali e morali. Il Maffei convinse l'Accademia a costruire il Teatro e il Museo Lapidario, restituendole così il ruolo di fulcro della vita culturale cittadina. Il Teatro Filarmonico fu progettato dal famoso architetto e scenografo bolognese Francesco Bibiena ed inaugurato il 6 gennaio 1732 con La Fida Ninfa di Maffei musicata da Antonio Vivaldi. Distrutto da un incendio la notte tra il 20 e il 21 gennaio 1749, fu riedificato con alcune varianti dall'architetto emiliano Giannantonio Paglia (già collaboratore di Bibiena) e inaugurato nella stagione di carnevale 1754 con Lucio Vero di Metastasio musicato da Davide Perez.
Il Museo Lapidario Maffeiano (dopo la seconda guerra mondiale divenuto di proprietà comunale) fu il primo sorto in Italia con precisi intenti conservativi e didattici. Nato dal nucleo originario di lapidi antiche acquisite dall'Accademia a partire dal 1612, venne costruito tra il 1744 e il 1749 su disegno del nobile architetto Alessandro Pompei, anch'egli Filarmonico al pari di tanti altri protagonisti dell'ambiente intellettuale veronese di quel secolo come, ad esempio, Francesco e Giuseppe Bianchini, Filippo Rosa Morando, Girolamo Pompei, Girolamo Dal Pozzo,